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Foiano di Val Fortore è situato in un suggestivo ambiente naturale, sul primo piegarsi del versante adriatico, in fondo ad una valle, sulla sinistra del Fortore e cinto da alti monti. Ha una superficie agricola utilizzata di 2221,25 ha (aggiornata all'anno 2000) (Fonte: Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007). Il terreno è calcareo-argilloso ed in pendio, quindi molto soggetto allo smottamento dopo copiose piogge. Le sue origini risalgono all’epoca normanna, ma il primo dato certo del luogo, risale al 1320, ed è contenuto nel documento conosciuto come Cedolario della Capitanata. Lo si vorrebbe derivato troppo semplicemente da Forum Iani ma la sua prima forma onomastica è Fuganum che fa pensare invece ad un proedium Fuganum dei Romani, cominciato ad abitarsi nei bassi tempi, forse dagli abitanti di San Firmiano, Vasto, San Biase, San Donato e Renzicoppa, tutti luoghi del suo tenimento, nei quali sono evidenti ruderi di antichi casali romani, evidentemente abitati da quei Vescellini di cui parla Plinio. Probabilmente verso l'VIII secolo, una colonia di Faganensi o Folianensi dovette andare a stabilirsi sulle alture del Taburno, dove ora è Foglianise. Nel secolo XVI in contrada S. Giovanni a Mazzocca a circa 5 km da Foiano, sull'alto del monte S. Marco (1007 m) sorgeva, un antico e grandioso Monastero di Benedettini. Sorgeva nel centro di un ricco ed antico possedimento, accanto ad una chiesa forse del VII secolo, dedicata al Beato Giovanni Eremita sulle rovine di un tempio a Polluce: lassù ogni anno si celebra una festa assai caratteristica. Già nel secoli XVII e XVIII quel Monastero era oggetto di rapine ed aggresioni da parte dei banditi di Foggia, tanto che chi doveva passare per il bosco di Mazzocca faceva prima testamento. Essendo poi verso la fine del XVIII, il bosco divenuto possesso del Duca di Molinara, questi lo risanò, dividendolo in quote ai cittadini di Foiano che vi esercitavano gli usi civici. Quelle località nei tempi feudali, erano celebrate per l'abbondatissima cacciagione e selvaggina su cui i monaci esigevano vessatorie prestazioni: se un cacciatore uccideva un cervo, doveva cederne loro la coscia destra, se un cinghiale, la spalla. Uno degli Abati Commendatari di Foiano fu il Vescovo di Thiene Mons. Gurtler, confessore della regina Maria Carolina d'Austria, il quale beneficiò molto i paesi che erano sotto la sua giurisdizione. Durante il dominio feudale, sotto gli Angioini, Foiano fu nel possesso della Badia di S. Maria Mazzocca poi passò ai De Capitanei di Novara, quindi alla Badia di San Bartolomeo in Galdo Eretta con questa in Commenda; successivamente passò a diversi Cardinali, quindi tornato feudo, ai Guevara di Bovino, ai Carafa, ai Gonzaga, agli Spinelli di Buonalbergo ed ai Caracciolo. Nel 1607 passò sotto la giurisdizione civile e penale dei Gesuiti di Benevento, che la tennero fino alla loro abolizione (1773). Fino al 1811 Foiano appartenne alla provincia di Foggia, poi passò al Molise dove vi rimase fino al 1861, quando divenne definitivamente appartenente alla provincia di Benevento. Gli abitanti di Foiano sono denominati storicamente "senza legge" per via della tradizione storica che vedrebbe tradito da un servo del posto lo Ius primae noctis, infamante "diritto" che il signorotto locale -così come tutti quelli del tempo - si arrogava.
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